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Chi Siamo

Mondo Solidale Onlus Nasce circa cinque anni fa dalla iniziativa dell'attuale presidente della Onlus Rita Valentini.   
Trascorrendo in Kenya lunghi periodi è entrata in contatto con realtà rurali di povertà estrema e forte disagio. Impossibile non restare avviluppati nella tela intessuta da malattie e fame, soprattutto, quando ad esserne vittime sono i bambini.   
Ha iniziato con interventi personali, sostegno alimentare agli orfanotrofi con cui era a contatto, supporto soprattutto ai minori con gravissime malformazioni fisiche.    
Negli anni il raggio di azione si è ampliato, costringendola a prendere atto che singolarmente avrebbe  avuto troppe limitazioni.   
Da quella consapevolezza acquisita, la realizzazione di un'associazione senza scopo di lucro, per occuparsi personalmente, al fine di far confluire “tutte” le donazioni ricevute, direttamente ai progetti. ZERO SPESE, ZERO COSTI, ZERO DISPERSIONI. Non è utopia, è realtà.

Passione, il nostro lavoro offerto gratuitamente e tanti amici che ci conoscono e credono in noi al nostro fianco. Idee, creatività e CUORE, per affrontare le storie di tutti i giorni, storie che non fanno rumore, sempre con la speranza di un lieto fine.

Aiutiamo gli UltimiPotremmo raccontare la storia di Adam, nato con una gravissima malformazione agli arti inferiori, rifiutato dal papà alla nascita e finito nelle maglie di un racket locale di sfruttamento di bimbi disabili.   
La mamma, con due bambine più piccole da sfamare, si è fatta raggirare con la promessa di aiuto. Aveva affidato il piccolo a degli sconosciuti. Lo aveva perso dal momento in cui era diventato ostaggio in un villaggio lontano. Affamato, spaesato viveva in una condizione di semi schiavitù. Lo abbiamo trovato così, con le lacrime agli occhi e con due zoccoli in cuoio incastrati al ginocchio.   
Volevano farci credere che avesse bisogno di quel tipo di scarpe e tanto altro che non eravamo intenzionati ad elargire. Infatti, il giorno seguente recuperata la mamma andammo a riprenderci il bambino. Un'azione rischiosa ma determinante.   
Ci siamo stati per lui, strappandolo al racket e riunendolo con la sua famiglia. Poco dopo la mamma di Adam, una donna gentile e sorridente è mancata. Come spesso accade da queste parti, si ignora la causa del decesso.   
Abbiamo fatto arrivare il bambino a Naro Moru, a 16 ore di bus da Malindi, dove è stato operato da una equipe di medici italiani che arrivano due volte l'anno per aiutare bambini come Adam, aveva solo 6 anni. Un piccolo coraggioso, di poche parole. Il decorso post operatorio e la riabilitazione dopo l'amputazione degli arti inferiori, sono durati circa un anno. Ci siamo impegnati a sostenere le spese della sua istruzione perchè non volevamo diventasse un'ombra senza identità e senza futuro.

Potremmo parlarle di Morris, con una labiopalatoschisi che non lasciava scampo, era già fortemente anemico quando lo abbiamo trovato. Lo abbiamo seguito in tutto il percorso, alimentare prima e operatorio poi. Oggi è un bambino sano, non ce l'avrebbe fatta senza di noi.

La piccola Sauda, bellissima, con leggera sindrome down è volata via invece. La sua vita ci è sfuggita tra le dita per un incidente domestico. La lampada a petrolio che la mamma usava nella capanna in cui vivevano, le è cauta addosso impregnando il suo vestitino sintetico che si è incendiato all'istante. Abbiamo tentato tutto, fitostimoline, garze grasse, perchè ogni volta che i medici cambiavano i bendaggi, strappavano via tutto causandole sofferenze atroci. È successo tutto proprio quando avevamo prenotato la visita con il cardiologo.

Perché, questa è, e resta sempre l'Africa. C'è un'Africa bianca, e una nera, senza sfumature, qui tutto è così, dolce o amaro.

Potremmo raccontare della nostra scuola tra le nuvole per 400 allievi, la Saint Matesha Junior School in una delle aree più povere della città, uno slum nello slum, Soweto. Costruita all'insegna del riciclo con un programma educativo alla raccolta differenziata. Ora stiamo costruendo la mensa, per consentire a tutti i bambini di avere i pasti. Durante una visita alla scuola, li abbiamo trovati tutti seduti, uno mangiava e il compagno seduto al suo fianco no, poiché per la famiglia quella merenda era un lusso che non poteva permettersi, così i bambini di 3/4 anni indigenti guardavano.   
Abbiamo distribuito 30 borse di studio ai ragazzi più meritevoli e iniziato un programma per la divulgazione della lingua italiana.

Potremmo raccontare ancora di come abbiamo adottato un villaggio intero. Dopo un'alluvione drammatica, avevano perso tutto. Case, animali... Mkondoni non esisteva più. 

Gruppo RicicloPotremmo narrare la storia di quando abbiamo sostenuto 1560 persone con un importante sostegno alimentare e acqua, durante una siccità terribile.   
6.700 kg di farina di mais, 2.600 kg di fagioli, 3 litri di olio a famiglia, zucchero e sale. Erano coinvolte 260 famiglie.   
Abbiamo trovato povere taniche gialle nelle piccole pozze fangose, lungo il percorso accidentato per i villaggi di Changoto, Masa, Baraka Jembe, Dzitshue. Strappare una goccia al fango per nutrire una speranza di sopravvivenza. Anche lì, i bambini sono stati i primi ad accusare dissenterie e problemi agli occhi. 

Parlare di Rehab, in coma per 3 mesi, dal quale purtroppo non si è mai svegliata. Mamma di una bimba di 3 anni. Ai confini con la Somalia, la famiglia chiedeva aiuto per la fornitura di Ensure, alimentazione artificiale e per un materasso anti decubito che ha portato personalmente il presidente dell'associazione M.S.O.

Della Bottle House di Malindi, realizzata con centinaia di bottiglie di plastica per ospitare una famiglia locale.

Vorremmo raccontare anche una storia bella, di rinascita. L'orgoglio di aver creato un gruppo di lavoro, impegnato nel riciclo delle materie plastiche per la realizzazione di oggetti fashion.    
Gli oggetti, le borse, sono realizzate con plastiche riciclate. Abbiamo usato le taniche dell'olio motore delle auto per le nere, le bottiglie dello yogurt per le rosa, il jik è il bianco, l'olio di semi il giallo... e così via.   
La plastica viene recuperata, sanificata asciugata sotto il sole d'Africa.   
Ci prefiggiamo di ampliare la famiglia includendo altri artigiani, allo scopo di porre le condizioni affinché, collaborazione e ingegno, possano dar vita ad un progetto più ambizioso. Vorremmo unire la sapienza e l'esperienza che da sempre è retaggio del bagaglio culturale italiano e trasporla in un piccolo villaggio africano.

Mondo Solidale Onlus prende per mano persone volenterose e dotate per percorrere un tratto di strada insieme, avviarle all'autonomia e al successo. Poniamo le basi per poter ricevere commesse da parte di attività commerciali e operatori del mondo della moda e/o interior design.

Alla fine, ogni singolo individuo saprà collaborare con gli altri, sarà in grado di raggiungere la piena autonomia, insegnare agli altri, essere un esempio per la propria famiglia, per i propri figli. L'azione di soccorso è immediata e fine a se stessa. Accompagnare, educare e responsabilizzare, rende le persone libere e consapevoli, noi di Mondo Solidale ci crediamo, e lavoriamo per emancipare donne e uomini, aiutando le prime a non essere succubi di uomini egoisti e violenti, i secondi a non cadere vittime di alcool e droghe.

È un percorso tortuoso ma i risultati stanno arrivando, ci sentiamo parte di una grande famiglia. 

Il nostro cuore batte forte, a volte bianco, a volte nero, è per tutti ed è diventato immenso per accogliere la vita e la storia di ognuno.

Il Codice Etico di Mondo Solidale

Famiglia